Wojciech Kurtyka: “Tomek incarnava lo spirito dell’alpinismo polacco”

Wojciech Kurtyka, leggenda dell’alpinismo polacco e mondiale, alla presentazione della sua biografia  “Kurtyka. L’arte della libertà” ha parlato dei fatti al Nanga Parbat e di Tomek. L’uscita della biografia del settantenne polacco, scritta insieme a Bernadette McDonald, ha coinciso infatti con le drammatiche giornate al Nanga Parbat. 

Intervistato, ha raccontato: “L’alpinismo che supera gli 8000, è una forma di continuo, ossessivo superamento delle proprie barriere. In questo senso è l’arte della libertà, che era molto visibile in Mackiewicz. Indubbiamente, la quintessenza di questo tipo di arrampicata è stato Jurek Kukuczka. Per lui, l’alpinismo esisteva solo in questa dimensione. Quello che è successo a Tomek è il risultato di una sfrenata ricerca del raggiungimento del proprio obiettivo” . 

E ha continuato: “Abbiamo perso una delle persone più libere e indipendenti del nostro ambiente. Quello che ha fatto sull’Himalaya è stato qualcosa di assolutamente incredibile. È stupefacente che abbia iniziato a scalare gli 8.000 in invernale in stile alpino senza aver mai seguito alcun allenamento tecnico specifico. Ha seguito un fantastico istinto creativo”.

Kurtyka torna anche sulle critiche e le beffe che sono state rivolte a Tomek nel corso degli anni: “E ‘stato terribilmente condannato per questo. Era oggetto di beffe e di ridicolo. Ma invece era l’anima più affine allo spirito dell’alpinismo polacco. La sua morte è stata una cosa terribilmente negativa per me”.

Di Tomek ha parlato anche Bernadette McDonald, che era seduta accanto a Kurtyka alla presentazione del libro: “Conoscevo Tom. Ci siamo parlati più volte. I suoi risultati sono stati sorprendenti. La storia della sua morte mi ha commosso molto. Mi dispiace molto per la sua famiglia e per i suoi tre bambini”. 

Fonte @ Sport.pl

Powered by WPeMatico

AdSense

Best Deals