Sulle ali della storia, alpinismo tra passato e presente a Pian della Mussa

Il racconto di Giancarlo Maritano che insieme a Umberto Bado ha aperto Sulle ali della storia, una via a Pian della Mussa in Val d’Ala (TO) che sale i primi tre tiri di una cascata di ghiaccio aperta da Fulvio Conta e Gian Carlo Grassi e poi aggiunge altri due tiri di arrampicata di misto per raggiungere la frangia finale.

Le cose belle nascono molto spesso per fortuna… e per la pazienza di aspettare! Sono anni che percorro il Pian della Mussa nell’alta Val d’Ala di Lanzo, sia per salirne le cascate, sia per raggiungere il rifugio Città di Ciriè che, da un paio d’anni, ho in gestione con un amico.

In questi anni di sovraffollamento delle cascate più classiche, qui ho davvero trovato un gran terreno di gioco! Lunghezza, esposizione, ambiente… e soprattutto solitudine. Ovviamente c’è il risvolto della medaglia: poche informazioni, pochissime ripetizioni e condizioni assolutamente da valutare con attenzione, soprattutto per quanto riguarda la neve!

Ma questo progetto mi frullava per la testa già da un po’. La parte di ghiaccio era stata salita da Gian Carlo Grassi e Fulvio Conta negli anni d’oro dell’esplorazione dei flussi ghiacciati. Più a destra passa Lacrima Christi, una via di misto di Adriano Trombetta, amico e compagno ai corsi guida. Purtroppo, per questa linea, non si è più formata tutta la parte bassa di ghiaccio.

A me solleticavano gli immensi strapiombi rocciosi sopra l’impalcatura di ghiaccio. “Saranno 10 metri di roccia…” ho detto la prima volta ad Umberto Bado, a cui proponevo il progetto, invece ne sono usciti due gran tiri di dry!

Il compagno, appunto, ce l’avevo. Per me è sempre stato fondamentale condividere queste cose con persone che la pensassero come me: scalare, divertirsi e mai prendersi troppo sul serio! Non ho avuto dubbi quando ho chiesto ad Umberto (amico e collega del gruppo Guide Alpine Torino) di condividere la cosa: scalare per lui non è mai un problema!

E allora via, è cominciata l’avventura, quando le condizioni lo permettevano; da gennaio 2018, due giorni di duro lavoro ed altri tre di scalata per valutare nel complesso la salita. La parte di ghiaccio è davvero bella: 4 tiri di ghiaccio con difficoltà in crescendo, e l’ultimo che percorre una candela tra due immense ali di ghiaccio, tiro davvero bello ed impegnativo.

In una nicchia a metà tiro abbiamo anche trovato il vecchissimo spit di calata (rigorosamente uno!) di Grassi e Conta: per quegli anni davvero grandi! L’ultimo tiro l’abbiamo fatto andare più in alto che si poteva, fino contro gli strapiombi sommitali… prima sosta completamente appesi. Da lì, è cominciata l’avventura.

Non è stato facile capire dove far passare la via, soprattutto vista la pessima qualità della roccia, davvero dubbia. In più volevamo fare qualcosa di scalabile. Ne sono usciti due tiri davvero ingaggiosi. In continuo traverso a destra, con movimenti davvero belli e sezioni mooolto intense!

Anche la discesa non è uno scherzo: dalla sosta del secondo tiro di dry (per evitare di stare appesi abbiamo messo anche uno spit nella nicchia di ghiaccio, ma per la doppia è necessario utilizzare l’ancoraggio di calata), occorre ripassare gli ultimi 3 fix del tiro sotto, altrimenti non si arriva! 60 metri di calata completamente nel vuoto vi riportano in basso, a metà del terzo tiro di ghiaccio, e via veloci per la seconda ed ultima doppia… a questo punto si è sotto le frange!

Giancarlo Muyo Maritano www.x3mmountainguides.com
Umberto Bado www.guidealpinetorino.com

SCHEDA: Sulle ali della storia, Pian della Mussa

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