Moda e alpinismo. Hervé Barmasse tenta il Gasherbrum IV con la figlia e un micio aerografati sul casco

Hervé Barmasse con il casco personalizzato con cui salirà il G4

La figlia. Un micio. I Quattro Mori e la bandiera italiana. “Saliranno” tutti insieme a Hervé Barmasse sul Gasherbrum IV

Hervé Barmasse è arrivato al campo base, con l’obiettivo di tentare in puro stile alpino, insieme al tedesco David Göttler, la parete Sud Ovest – ancora inviolata – del Gasherbrum IV (7.925 m), una delle montagne più belle e complicate del Karakorum.

Impresa che l’alpinista valdostano ha deciso di  affrontare con il suo primo casco personalizzato e aerografato. “Lo spunto me l’hanno fornito un po’ anche gli altri sport, per esempio la MotoGp e Valentino Rossi” spiega Barmasse. “Di base c’era però l’idea di dare un valore affettivo a un accessorio come il casco, diventato parte integrante del nostro quotidiano e importante al pari delle corde, e ad alcune delle cose più importanti della mia vita”.

L’elmetto, uno Stealth appositamente colorato d’azzurro (“Il mio colore preferito”), pesa 190 grammi ed è il modello più leggero presente sul mercato. L’aerografia delle immagini è stata curata da Salvatore Cosentino, grafico di Aosta e professore di Arte in una scuola media, nell’atelier di Massimo Gullone. “Partiamo dal Cervino, che per me è fratello maggiore più di una montagna”, racconta Barmasse. “Poi c’è il gattino. Nero, perché non porta sfortuna, anzi. E’ un cucciolo: sa essere tenero ma, quando c’è da tirare fuori le unghie (e come fa l’alpinista) – sa tirare fuori gli artigli. Non a caso ho voluto che fosse rappresentato mentre tiene fermo un gomitolo con una zampa e gli artigli fuori. Come a dire: quando è il momento di fare le cose serie, la grinta necessaria c’è”. Poi, lo spazio agli affetti più cari: “il nome di mia figlia, Lucie, nata a settembre dello scorso anno e anche la bandiera dei Quattro Mori perché la mia compagna è sarda e in quella regione, la mia seconda casa dopo Valtournenche, ho trascorso molto tempo”. Infine, ecco il tricolore: “Mi piace che nell’alpinismo ci sia questa idea di portacolore. Pur non essendoci nel mio sport Olimpiadi o Mondiali, mi sento comunque parte di quella squadra, molto molto grande, che è l’Italia”.

L’idea di Barmasse è di presentare ogni anno un nuovo casco (“Non avrà mai dei disegni o simboli casuali”), così da creare, tra qualche tempo, una sorta di collezione esclusiva composta da soli modelli unici. “Non so se quest’idea arriverà a lanciare una moda nell’alpinismo, ma mi piacerebbe che possa diventare qualcosa di nuovo nel mio mondo. Ringrazio ancora Salvatore e Massimo per averci creduto. Ora è già tempo di pensare al casco 2019”.

Altre informazioni sulla spedizione al Gasherbrum IV

Powered by WPeMatico

Antiques

AdSense