Libri,Camanni racconta alpinismo ribelle

(ANSA) – AOSTA, 10 MAG – “Cantano Dylan e Guccini, sbadigliano con i cori alpini. Posano i vecchi scarponi della naja e scalano con le Superga. Non frequentano le notti delle partenze, preferiscono quelle dei ritorni. Se le scuole insegnano che la montagna è una maestra severa, loro cercano di farsela amica. Se i sacri manuali dicono che lo zaino è la casa dell’alpinista, loro partono senza zaino, senza giacca, senza tutto, perché la fantasia è incosciente e irresponsabile”. Sono i ragazzi del Nuovo Mattino, movimento alpinistico nato all’inizio degli anni ’70 a Torino (città con le Alpi sullo sfondo, che “fabbricava le auto e il mal di montagna’), descritti e raccontati dallo scrittore Enrico Camanni nel libro ‘Verso un nuovo mattino. La montagna e il tramonto dell’utopia’ (Editori Laterza).

MZ

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