Invalida per la lezione di alpinismo Ma la Procura vuole chiudere il caso

«Ancora adesso, dopo ben due anni di cure seguite a dolorosissime operazioni, per portare in classe lo zaino mia figlia deve farsi aiutare dalle sue compagne. A soli 17 anni sa che vivrà con un’invalidità permanente che le pregiudicherà l’esistenza. Eppure ora la Procura di Varese a settembre fa richiesta di archiviazione per la causa intentata da me e mia moglie per lesioni colpose gravi. E noi ci opponiamo».

Pretende giustizia Orazio R. e non può accettare che al liceo scientifico «Marie Curie» di Tradate (Va) e a due insegnanti – uno interno all’istituto statale, l’altro un delegato provinciale della Federazione arrampicata sportiva italiana e quindi un esperto- non vengano addossate responsabilità per quanto accaduto nel novembre 2016 alla figlia, allora 15enne, caduta da un’altezza di 4 metri per un errore nell’aggancio al moschettone di sicurezza durante una lezione di arrampicata sportiva riportando lo «scoppio» di due vertebre e le relative conseguenze che le hanno rovinato la vita.

«Quel giorno ho lasciato mia figlia a scuola, non per strada alla mercé di chiunque – conclude Orazio R., difeso dall’avvocato Marzio Brazesco – Ci furono gravi negligenze. Non si può accettare una archiviazione su incidenti di questo tipo».

PaFu

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