Alpinismo, Kammerlander lascia il Manaslu: neve e vento hanno detto no

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Hans Kammerlander, 60 anni

Hans Kammerlander, 60 anni

L’obiettivo era di salire a quota 6800 tra venerdì e sabato, per fissare un campo avanzato e provare poi l’attacco alla vetta a 8163 metri. Ma neve e vento hanno detto no, come nelle ultime tre settimane, e così ieri Hans Kammerlander ha rinunciato: non salirà sul Manaslu, l’ultimo 8000 che gli mancava, sul quale è tornato 60enne con l’alpinista austriaco Stephan Keck, 26 anni dopo una tragica spedizione. E non si sarà un’altra volta.
troppa neve“È troppo rischioso. La quantità di neve fresca è impressionante” ha affermato Kammerlander. Con Keck era partito l’11 ottobre e dopo alcuni giorni a Katmandu si era avviato verso la montagna, giungendo al campo base il 30 ottobre. Il 2 novembre i due, accompagnati dagli sherpa, avevano puntato a quota 6000, ma erano stati respinti: troppa la neve caduta — fino a due metri e mezzo, “tanta come non ne ho mai vista” aveva detto Keck —, che non si era compattata e che li aveva costretti a salire immersi fino al bacino. Così il gruppo era tornato a 4800, in attesa che le condizioni permettessero un nuovo tentativo per salire a campo 1 (5800) e magari spingersi più in là. Tutto inutile: la neve instabile ha spinto Kammerlander e compagni a rinunciare, nonostante ci fossero altri 10 giorni per provare.
tragedia nel 1991Kammerlander è stato uno dei più forti alpinisti del recente passato. Tra gli Anni ‘80 e ‘90 ha salito 13 Ottomila — l’impresa sullo Shisha Pangma non è però riconosciuta in modo unanime —, sette dei quali con Reinhold Messner. Nel 1991, sul Manaslu, visse la tragedia che segnò la sua carriera. Durante la spedizione perse infatti i compagni, Karl Grossrubatscher e Friedl Mutschlechner: il primo precipitò mentre stava tentando di tornare indietro per alcune difficoltà mentre il secondo fu colpito da un fulmine. I due incidenti lo segnarono così tanto che si ripromise di non mettere mai più piede su quella montagna. Poi, nella scorsa primavera, l’annuncio del tentativo con l’amico Keck, alpinista e fotografo, chiamato a documentare l’impresa. “Adesso sono in pace — ha scritto sul proprio sito Hans Kammerlander —. Credo di essere arrivato alla fine di questo percorso. Non è mai stata davvero la vetta quello che cercavo, sarebbe stato qualcosa in più. Ho solo voluto essere più vicino a Friedl e a Karl e ciò mi ha dato molto. Per questo mi reputo soddisfatto della spedizione”.

 

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